Andrea Camilleri. Privo di titolo


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Автор: Andrea Camilleri

Название: Privo di titolo

Кол-во страниц: 296

Издательство: Sallerio Editore Palermo

 

Camilleri compone il racconto come se al posto della macchina da scrivere avesse avuto una cinepresa e come se, realizzato il "film" del romanzo, ora stia in fase di montaggio, tagliando le scene, ricomponendole e adoperando la moviola.

Il racconto stesso inizia con un flashback: dal 1941, anno ambientato in un'aula scolastica dove viene letto l'avviso della commemorazione di un caduto fascista, la scena torna indietro a vent'anni prima, nel 1921.

Nella notte degli imbrogli dei giovani fascisti, in uno scuro vicolo, hanno organizzato un pestaggio del bolscevico Michele Lopardo che per difendersi spara un colpo di rivoltella che va a colpire Calogero, "Lillino", Grattuso. Lo stesso Lopardo si accusa dell'involontario omicidio ma grazie alla testimonianza "uditiva" di un'anziana cieca che stava a prendere il fresco su un balcone che si affacciava sul vicolo, il maresciallo dei carabinieri Tinebra scopre che il Grattuso in realtà è stato colpito a morte da un suo amico, Antonio Impallomèni, che partecipava alla bastonatura del bolscevico. Quindi Lopardo è innocente, ma ormai la propaganda fascista ha preso il via e in una serie di comizi, monumenti celebrativi e commemorazioni fa del camerata "Lillino" un martire della violenza comunista. Quello che era una semplice vittima di una morte accidentale, un morto "privo di titolo", diviene protagonista di un'enorme montatura politica.

Andrea Camilleri. Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri vive da anni a Roma. Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".

S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.

Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.

Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.

Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi.

Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel. Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e "Le inchieste del commissario Maigret" con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni. L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso.

Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela.

Per 12 anni non escono più suoi romanzi.

Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso.

Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto.

Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta».

Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata.

Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera.

Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano: Il diavolo, certamente (2012), Dentro il labirinto (2012), Il tuttomio (2013), La rivoluzione della luna (2013), Come la penso (2013), Inseguendo un'ombra (2014), Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato. Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015) e Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (Sellerio 2015).