Luigi Capuana. Il Marchese di Roccaverdina


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Описание
Автор: Luigi Capuana
Название: Il Marchese di Roccaverdina
Издательство: Guerra
Кол-во страниц: 227
 

Роман повествует о маркизе, который проживает вместе со своей служанкой-любовницей Агрипиной Сольмо. Чтобы избежать брака с ней, маркиз приказывает своему поверенному Рокко вступить с ней в брак, но без супружеских обязательств. Немного погодя в приступе ревности маркиз убивает Рокко, но обвинение в убийстве падает на другого - Нели Казаччо, который был несправедливо осужден и отправлен отбывать заключение в тюрьму, где и умер... Но на этом история вовсе не заканчивается.

"Il marchese di Roccaverdina" è l'opera più riuscita di Capuana. In essa confluiscono con maggiore equilibrio la sua inclinazione a una ricerca psicologica sottile e un po' morbosa e l'interesse per una realtà schiettamente legata alla terra - la Sicilia di fine Ottocento - insieme alla curiosità per il soprannaturale, il favoloso, l'esperienza spiritica. Antefatto della narrazione, vivo e presente in tutta la vicenda, è il delitto passionale compiuto dal marchese, un aristocratico proprietario terriero che vive solitario nel suo palazzotto. Il romanzo è la storia della sua lotta segreta e feroce contro il rimorso e la paura che lo tormentano, gli crescono dentro e lo divorano; una lotta senza tregua, che attraversa la follia e si chiude nel silenzio.

Luigi Capuana (Mineo, Catania, 1839 - Catania 1915) scrittore italiano. Narratore, giornalista, critico letterario e teatrale, visse a lungo a Mineo, dove fu eletto due volte sindaco, ma anche a Firenze, a Milano e a Roma; ritornò poi in Sicilia, dove insegnò lessicografia e stilistica nell’università di Catania. Del 1877 è il suo primo libro di narrativa, i romantici Profili di donne; di due anni dopo Giacinta, un romanzo tipicamente verista, poi rielaborato per il teatro. Fra le altre sue opere si ricordano le fiabe (C’era una volta, 1882), il romanzo Profumo (1891), i volumi di novelle Le appassionate (1893) e Le paesane (1894), le cronache drammatiche (Il teatro italiano contemporaneo, 1872), i saggi di critica letteraria raccolti in Studi sulla letteratura contemporanea (1880-82) e in «Ismi» contemporanei (1898).C. è solitamente considerato l’ideologo del verismo. Seguace dei teorici del naturalismo francese (Zola in particolare), ma aperto anche agli influssi di uno psicologismo alla Bourget, affermò la necessità di dar vita a un romanzo nuovo, concepito come «documento umano», e ritrasse, al pari degli altri veristi italiani, il mondo contadino e la realtà regionale, approfondendo lo studio psicologico dei personaggi e quello dei sentimenti, che si sforzò di descrivere con metodo impersonale, cioè senza «relazione col pensiero individuale dell’autore». Ma le ambivalenze di un programma più vagheggiato che realizzato appaiono nel suo romanzo più noto, Il marchese di Roccaverdina (1901), dove egli cercò di far convivere gli interessi realistici con la tendenza alla ricerca psicologica sottile e un po’ morbosa e il gusto per il soprannaturale e il favoloso di impronta scapigliata. Di minore rilievo la sua produzione teatrale, comprendente, oltre l’adattamento di Giacinta, numerosi testi in dialetto raccolti nei 5 volumi del Teatro dialettale siciliano (1911-21).